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| UOMINI IN GONNA E DONNE IN CRAVATTA. E L'EFFETTO SERRA SPIEGATO CON IL PONGO..... | ![]() |
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Certo che le Maldive sono un paese strano ...qui gli
uomini indossano gonne lunghe e sono le femmine a portare la
cravatta. E' diverso è intrigante, persino affascinante. Ma
forse è opportuno spiegarsi meglio. Come in tante parti
dell’Asia meridionale durante i momenti di relax gli uomini
indossano un sarong, ovvero una gonna a forma di tovaglia che si
avvolge intorno alla vita. La cravatta di cui parlavo, invece, è
quella delle uniformi scolastiche, ed è indossata solo dalle
bambine. E col caldo che fa è obbligatorio portare scarponcini
di plastica bianchi e calzini. Non c’è aria condizionata in
classe, ma almeno ci sono i ventilatori e le finestre sono
sempre aperte cosìentra la brezza (e il rumore delle classi
accanto). Non è per colpa del caldo, ma gli studenti tengono il
quaderno su cui scrivono: in verticale. Credo che abbia qualcosa
a che fare con il fatto che la loro lingua, dhivehi, si scrive
da destra a sinistra e quindi, quando devono scrivere in
inglese, venga loro istintivo mettere il quaderno per il lungo e
finiscono per scrivere dal basso in alto. Non hanno molto tempo
per imparare gli studenti maldiviani: 5 giorni alla settimana e
5 ore al giorno. 25 ore in cui inserire dhivehi, corano, islam,
inglese, matematica, scienze ambientali, musica, educazione
artistica, educazione fisica, biblioteca e computer. “Un’ora”,
qui chiamata “periodo”, è di 35 minuti, a volte di 30. “L’ora di
religione” maldiviana prevede 2 periodi di corano e tre di islam
ogni settimana. Inglese copre sette periodi, matematica e
scienze ambientali sei, educazione fisica e artistica due,
mentre computer, musica e biblioteca hanno diritto ad un solo
periodo. Ultimamente ho assistito a diverse lezioni svolte nelle
scuole elementari di Malè e devo dire che ho trovato quelle di
scienze ambientali particolarmente interessanti. E non solo io.
I bambini sembrano essere ammaliati da questa materia che spiega
loro argomenti affascinanti, quali i diversi tipi di nuvole o il
peso specifico dell’acqua e dell’olio, ma anche argomenti che li
toccano da vicino, quali i due diversi tipi di maree e l’effetto
serra.
È bello vedere che la teoria è collegata alla pratica e alla realtà. Un’insegnante ha persino preparato col pongo un’isola in miniatura con tanto di palma e l’ha messa nel mezzo di un contenitore di plastica trasparente. Poi ha aggiunto dell’acqua colorata di blu e ha mostrato ai bambini “un’isola maldiviana”. Dopo aver chiesto loro quali sono le conseguenze dell’effetto serra, ha messo del ghiaccio sopra un contenitore più piccolo che si trovava a distanza dall’isola. Il modellino è poi stato messo sotto una lampadina accesa che emanava abbastanza calore da sciogliere il ghiaccio, con il conseguente innalzamento del livello dell’acqua e il lento affondare dell’isola. Qui tutti abitano su un’isola che non supera i due metri di altitudine e la marea primaverile sta già invadendo zone mai coperte prima. Si pensa infatti che sia dovuto dai cambiamenti climatici. Io che da bambina avevo paura che la lava del Vesuvio potesse arrivare a coprire anche Imola, non avrei apprezzato vedere un’isola di pongo affondare “in diretta”. Ma erano altri tempi. Al giorno d’oggi il martellamento mediatico fa vedere molto peggio e i bambini sono molto meno suscettibili. Però, ora che ci penso...che Bruno Vespa si sia ispirato a questo tipo di lezione per i suoi “fantastici” plastici? |
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| Aba Pifferi | ||
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Maldive, il sogno infinito
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