|
Fortuna
che era un falso allarme, ovvero, il terremoto c’è stato ma la
grande onda non è mai arrivata. Meglio così. Quando c’è stata la
scossa a Sumatra
(qui erano le 16.30) io ero in mare, tornavo a Malè da Eydhafushi su
una lancia che andava un po’ troppo veloce e che saltava sulle onde
come fosse una corsa ad ostacoli. Due ore di shakeraggio nautico che
non raccomanderei a nessuno. Se anche fosse arrivata la grande onda,
si sarebbe camuffata con le altre e, comunque, il posto più sicuro
durante uno tsunami è proprio il mare.
Quando è arrivato l’allarme, però io non ero in viaggio, ma già a
Malè. Il tam-tam di sms da panico è incominciato verso le 17.30 e,
come la storia di Pierino e il lupo, io non ci ho creduto subito.
Ricordate l’altra volta quando mi avevano detto di uno tsunami nelle
isole più a sud e che poi è risultato essere onde più grandi del
normale sul bagnasciuga? Ho pensato stessero di nuovo esagerando. Ma
poi sono arrivati altri sms, di volontari che avevano sentito il
telegiornale: scossa di 7.8 gradi nell’isola di Sumatra, pericolo di
tsunami per i paesi colpiti nel 2004. L’esperienza della
catastrofe precedente ha messo in piedi un sistema che sembra
funzionare: i media diffondono la notizia e danno un’indicazione
della fascia di tempo in cui è meglio stare lontano dalle spiagge.
Le varie organizzazioni di aiuto allo sviluppo internazionali fanno
un giro di telefonate per avvisare i volontari e assicurarsi che
siano al sicuro. Nel giro di mezz’ora sono tutti al corrente del
pericolo. Fermano persino le lezioni a scuola (qui si va a scuola
anche al pomeriggio) e mandano tutti gli studenti a casa.
Mi aspettavo di vedere la gente tornare a casa in gran fretta e
salire ai piani più alti, ma ... Malè ha continuato a funzionare
normalmente: la gente ha continuato a fare lo shopping, i ragazzi
non hanno interrotto la partita di pallone... il solito tran tran.
D’altra parte, qui non c’è alcun pericolo: Malè è una costruzione di
cemento dopo l’altra e l’acqua non riuscirebbe a fare molti danni.
Non ne ha fatti nel 2004! Al massimo si allagano le strade, ma
questo accade ogni volta che piove quindi ci siamo abituati. Anche
Villingili è sicura. Il condominio dove abito è solido e alto e io
abito al terzo piano.
Se fossi rimasta ad Eydhuafushi, allora sì che me la sarei fatta
sotto. Tutti gli edifici eccetto la scuola sono ad un piano e se
l’onda arriva di notte, mentre dormi... In più Eydhafushi è stato
colpito duramente dallo scorso tsunami, ma spesso le costruzioni
nelle isole che non sono Malè sono meno solide e molto vicine alla
spiaggia. Anche in quelle turistiche. Il segreto sta nello scegliere
le isole che stanno a ovest di qualsiasi atollo perchè, una volta
che l’acqua arriva ha diminuito la potenza.
Ma non è sempre possibile decidere in che posto si vuole andare,
specie quando non si è in vacanza, come me e sono altri a definire
il mio itinerario. Come dicono da queste parti, “siamo nelle mani di
Allah”. Male che vada, se proprio me la vedo brutta, e non ci sono
edifici alti nei paraggi, mi arrampico sul primo albero di cocco che
trovo!
|