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Baa non è il tentativo di imitare le prime parole di un bimbo
o il belare delle pecore, ma il nome di un atollo delle Maldive. La
capitale si chiama Eydufushi. Fushi credo significhi isola, ma anche
Dhoo. Sono tante (troppe) le isole che finiscono in –fushi o –dhoo e
alla fine tutti i nomi si assomigliano. Non è un caso che alle
Maldive la gente ti chieda “da che isola vieni” quando vogliono
sapere il tuo paese di provenienza.
Sono andata a Baa per una settimana di lavoro ma sia la partenza che
l’arrivo sono stati un testa e croce col clima. La stagione delle
piogge ha portato forti venti che hanno reso il mare piuttosto
pericoloso tant’è che la guardia costiera ha avvisato di evitare di
salpare se possibile (come quando da noi dicono di non usare l’auto
causa neve o ghiaccio, a meno che non sia proprio necessario). Nel
giro di due giorni ci sono stati non so quanti incidenti in mare:
lancie e barche che si sono scontrate causa la poca visibilità. Da
queste parte fare il
metereologo non deve essere un lavoro molto semplice, occorre
prevedere dove le piogge andranno a cadere in un arcipelago che
conta centinaia di isole grandi quanto un fazzoletto. Pioverà a Malè
domani? Non è facile pronunciarsi sulla possibilità che quella
nuvola vada a passare sopra un terreno che misura meno di due
chilometri quadrati. Figurarsi altre isole, come Mahibadhoo: 500
metri quadrati al massimo!
Comunque, quando sono partita io per Baa il mare era calmo e il
cielo sereno, ma è stato un caso perchè il clima è peggiorato appena
sono arrivata e c’è mancato poco che non sia rimasta bloccata lì per
l’arrivo del Ramadan. Già il menù giornaliero non era dei più
vari...ci mancava solo che dovessi restare a stomaco vuoto dalla
mattina alla sera.
Menu della mattina: mas suni (pesce
con cipolla e cocco), roshi (piadina sottile)
Menu del pomeriggio: pesce in zuppa
di lenticchie, pesce al curry, riso in bianco
Menu della sera: pesce in zuppa di
lenticchie, pesce al curry, riso in bianco
Questo per il primo giorno di permanenza. Sono rimasta a Eydufushi
una settimana, quindi per sapere il menù degli altri giorni è
sufficiente fare un “copia e incolla” 7 volte. Mi stanno crescendo
le branchie.
D’altra parte, Eydufushi è un’isola che non ha nulla di particolare
se non il fatto che i pescatori usano una strategia di pesca diversa
da quella riscontrata in altri posti. Pescano in piedi, dentro il
mare. Stanno lì con la loro canna da pesca e aspettano che i pesci
abbocchino e quando lo fanno hanno bell’e pronto un cestino dove li
mettono dentro. Un’isola poco attraente e piuttosto noiosa. L’unica
distrazione simpatica sono gli animali che fanno cucù, come i
granchi che escono dalle loro tane sulla spiaggia e i gechi che si
nascondono un po’ dappertutto e aspettano che qualche insetto poco
furbo passi di lì.
Ma non mi posso lamentare. Questo viaggio mi ha dato la possibilità
di fare la doccia come non la facevo da 7 mesi: con l’acqua calda.
Un sogno! Mi ero scordata quanto ci si sente bene dopo una bella
doccia bollente.
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