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Ci
sono malattie che hanno un impatto devastante sulla vita sociale,
economica e politica degli abitanti del sud del mondo che sono
ignorate sia dai media che da investimenti pubblici e privati. Il
problema è che il loro potenziale mercato è insufficiente (non per
numero di casi ma per incapacità finanziaria dei clienti) per
attirare investimenti privati, e i fondi pubblici destinati alla
ricerca, si sa, sono in costante calo.
La dengue (si pronuncia “denghe”) è una di queste malattie
dimenticate...ma non per molto.....È un’influenza virale che
colpisce principalmente i paesi tropicali e sub-tropicali, per cui,
in teoria riguarda solo coloro che progettano un viaggio in certe
zone dell’Asia, Africa e America Latina o coloro che vi risiedono.
Eccetto che, da qualche anno a questa parte, la zona “sub-tropicale”
ha allargato i confini, spostandoli sempre più a nord. L’Italia è
ora tra i paesi potenzialmente a rischio dengue.
Non ha nulla a che fare con l’arrivo di extracomunitari (come sento
– purtroppo – troppo spesso dire) e la prova nè è il fatto che se
così fosse l’Inghilterra – da dagli anni ’50 ha aperto le porte agli
immigrati del sud del mondo per colmare il bisogno di manodopera –
avrebbe da decenni non solo la dengue, ma anche malaria, febbre
gialla e leishmaniosi. Invece...nisba! Non hanno nemmeno la rabbia
in Gran Bretagna.
Il colpevole è il cambiamento climatico (scegliete voi se volete
attribuirlo all’effetto serra causato dall’inquinamento umano o al
normale e ciclico flusso della temperatura terrestre – io opto per i
gas di scarico e i condizionatori d’aria) che ha reso alcune zone
europee più calde del solito, e che sta cambiando l’habitat
circostante. In Inghilterra hanno incominciato a coltivare vigneti e
a produrre vino, in Italia è sparita la neve ed è arrivata la
zanzara tigre, e con lei tutti i rischi delle malattie che questo
piccolo insetto può portare. La dengue e la chickungunya sono due
malattie trasmesse dalla Aedes aegypti, la prima l’ho
sperimentata sulla mia pelle pochi giorni fa, la seconda ha fatto la
sua comparsa in Romagna l’estate scorsa.
Ma non c’è bisogno di fare allarmismo e di incominciare a parlare di
“zanzara assassina” perchè, se riconosciute in tempo, queste
malattie sono curabili facilmente (io e gli altri volontari colpiti
da queste malattie tropicali ne siamo la prova).
I sintomi della dengue sono semplici da riconoscere: febbre, mal di
testa, un forte dolore dietro agli occhi, una specie di eritema e, a
volte, un gran male alle ossa (chiamata anche “febbre spaccaossa”
perchè il dolore può impedire al malato di muoversi). Non tutti i
sintomi sono sempre presenti (io non ho avuto alcun problema alle
ossa) e i sintomi possono avere diversi livelli: c’è chi con la
dengue ha continuato la sua vacanza in India senza problemi, c’è chi
ha avuto la febbre per due giorni e emicrania per 7 (moi!),
c’è chi è rimasto steso a letto con le ossa “spaccate” per un paio
di settimane. La cura è semplice: paracetamolo, riposo e tanta
acqua, perchè la dengue disidrata in fretta. Una regola importante:
MAI prendere l’aspirina perchè può causare emorragie e portare a
shock.
Infatti ci sono 4 tipi di dengue, uno dei quali è quello più
pericoloso, la dengue emorragica che, se non curata in tempo o male
(prendendo aspirine) può anche essere letale. In generale, però, la
dengue non lascia grosse conseguenze. Prendersela porta buone nuove
e cattive nuove: si diventa immuni a un tipo, ma se se ne prende un
altro, allora ....sono veri dolori...nel vero senso della parola.
Non a caso sto diventando paranoica nei confronti delle zanzare che
mi circondano. Inshallah!
Ma come dicevo...non c’è bisogno di fare allarmismo, milioni prima
di noi hanno dovuto rassegnarsi a certe malattie... no, aspettate un
momento...ci ho ripensato... se l’allarmismo dà una scossa agli
investimenti per la ricerca e riesce ad aiutare quelle persone del
sud del mondo che fino ad ora hanno dovuto per troppo tempo
“sorbirsi” la zanzara tigre e le sue conseguenze.... allora
...”ZANZARA ASSASSINA!!!”
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