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Mi
capita ogni tanto di paragonare la vita ad un computer game e di
sentirmi come Paperino quando, nel gioco che fa mia nipote al PC,
passa tutto il tempo a evitare burroni, scansare grandi oggetti
volanti, saltare ostacoli e allo stesso tempo cercare di conquistare
il maggior numero di stelle per fare punti ed arrivare al livello
superiore. Da quando sono alle
Maldive è come se il livello di difficoltà fosse stato alzato a tal
punto che dopo poco mi accorgo che è già game over e devo
ricominciare tutto da capo.
Sono da pochi giorni tornata al lavoro (dopo la parentesi
dengue) e in
questo breve frangente il programma previsto per l’anno in corso è
cambiato una decina di volte: due corsi trimestrali per formare
insegnanti di lingua inglese e 5 corsi brevi da fare in diversi
atolli...; un corso trimestrale e 10 brevi...; 2 corsi lunghi e 5
brevi ma non c’è l’aula disponibile, quindi non si sa quando
iniziare...; abbiamo trovato l’aula ma mancano le sedie...le abbiamo
ordinate ma ci vogliono due mesi per la consegna; abbiamo l’aula,
abbiamo preso in prestito le sedie, ma non sappiamo se i
coordinatori di zona rilasciano gli insegnanti per tre mesi...
Aaaarrrghhh!!!!!
Per cui, al momento, non so ancora quanto lavoro ho davanti a me,
che tipo, se a Malè o nelle isole, se seduti su sedie o per terra...
Qualsiasi cosa si organizzi è molto probabile che venga cambiato.
Alle Maldive è bene avere oltre al piano A anche un piano B...ma è
una buona idea preparare anche un piano C, D, E e F giusto per stare
sul sicuro!
E all’incertezza del
programma di ci si aggiunge anche il “riciclo”
del
personale. Delle mie quattro colleghe iniziali ne sono rimaste solo
due. Due nuove inizieranno a giorni, e si dovrà ricominciare da capo
nel formare le formatrici. Continuità non è una parola che può
essere associata a questo paese e purtroppo questo ha un impatto
negativo sulla sostenibilità di qualsiasi impresa.
Ma queste sono considerazioni tipiche di una persona occidentale,
magari un po’ viziata e che prende molte cose per scontate. Parlo di
me stessa, sia chiaro: abituata come sono ad avere alcune certezze
nella vita, quando queste mancano mi trovo un po’ persa. I
maldiviani invece non fanno una piega. Ci sono abituati. È a noi
occidentali che viene l’acidità di stomaco...
E se si pensa di poter contare su quelle costanti che noi crediamo
non possano cambiare, come l’orario o il calendario, beh bisogna
ricredersi. Le Maldive sono 4 ore avanti rispetto
l’Italia, ma se si va su un’isola turistica è facile che questa
abbia adottato un fuso diverso (mezz’ora o un’ora avanti) per
allungare le giornate dei turisti. Il calendario è cambiato, anche,
mentre ero in vacanza in Sri Lanka e questo a scapito dei calendari
già stampati e che ora non servono a molto.
Qui usano il calendario arabo e lo adattano al
calendario cristiano per convenienza internazionale.
Ebbene, per qualche motivo che nessuno mi sa ben spiegare, il
calendario arabo “si è mangiato un giorno” per cui tutte le feste
islamiche arrivano un giorno prima del previsto. Sul calendario che
ho in casa, per esempio,
Ramadan iniziava
il 1 settembre, mentre ora inizia il 31 agosto (ma anche questo può
ancora cambiare). Insomma, consultare il calendario per fare
progetti può diventare un esercizio frustrante.
L’orario dei traghetti però non cambia e non sgarra di un secondo.
Se deve partire alle 14.55, parte alle
14.55.00 secondi...anche se sei sulla scaletta e stai per mettere il
piede sulla barca. Rimani lì in bilico come
un’imbecille, mentre il traghetto si allontana e il capitano,
impassibile, si sente orgoglioso della sua puntualità.
Fare un passo avanti adesso vuol dire cadere nel
burrone... game over... si ricomincia!
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