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LA SCUOLA ALLE MALDIVE

scuola maldiveAlle Maldive la scuola inizia a 6 anni ed è obbligatoria fino a 16. I primi sette anni costituiscono la scuola primaria, mentre gli ultimi tre quella secondaria. Quasi la metà della popolazione ha un’età inferiore ai 15 anni e le scuole scarseggiano. Per poter accogliere tutti gli studenti, ogni scuola fa il doppio turno: il primo turno dalle 6.30 alle 12.30, il secondo turno dall’1 alle 6. Più o meno. Ciò significa che alcuni studenti vanno a scuola solo la mattina e altri solo il pomeriggio... quando fa un caldo boia! Fortunatamente ogni classe ha  i ventilatori nel soffitto.
Tutti gli studenti indossano un’uniforme scolastica che è quasi sempre bianca con le cuciture del colore della scuola di appartenenza – e il logo della scuola ovviamente – e la cosa sorprendente è che non sembrano sporcarsi. Ogni volta che guardo gli studenti uscire da scuola, o quando osservo le lezioni e vedo i bambini sedersi per terra e colorare all’impazzata, rimango esterrefatta da come riescano a rimanere impeccabilmemnte puliti e stirati. Non so se dietro a questo c’è un segreto...chissà forse lavare i panni con acqua desalinizzata aiuta. Provate voi da casa e ditemi se funziona.
La qualità dell’istruzione varia: migliore a Malè, dove ci sono più risorse e dove gli insegnanti sono più qualificati. Molto più bassa nelle altre isole, dove non c’è molto: non c’è internet, la biblioteca conta un centinaio di libri al massimo, gli insegnanti sono precari e con poca esperienza. Per diventare insegnante elementare basta passare gli esami dell’ultimo anno obbligatorio (grade 10, cioè a 16 anni) e spesso quelli che si tuffano nella professione non hanno sufficiente conoscenza delle materie e delle metodologie d’insegnamento per poter insegnare a 25 bambini. In più da qualche anno le Maldive hanno adottato l’inglese come lingua di insegnamento, il che significa che ogni studente deve capire l’inglese prima di poter capire scienze o matematica. Una decisione che lascia la maggior parte di noi (volontari) perplessi, visto che crea ulteriori barriere d’apprendimento. Gli studenti che frequentano il primo anno di scuola, infatti, imparano come scrivere l’alfabeto e a memorizzare suoni e vocaboli di base durante la lezione di inglese, e allo stesso tempo devono ascoltare l’insegnante spiegare addizioni, sottrazioni eccetera in inglese durante la lezione di matematica. Il classico carro davanti ai buoi. Aggiungete a questo che molto spesso gli insegnanti hanno una scarsa conoscenza dell’inglese e potete immaginarvi che speranze possano avere i bambini e le bambine maldiviane di imparare qualcosa di sensato.
Gli insegnanti delle classi secondarie vengono da altre parti dell’Asia: la maggior parte dall’India e Sri Lanka, ma alcuni anche dal Pakistan e Nepal. Non essendoci le persone con le qualifiche e l’esperienza, il ministero dell’istruzione mette annunci nei giornali dei paesi vicini e offre salari abbastanza interessanti da attirare un certo numero di insegnanti.
L’ordinamento, la rotazione e la carriera del personale sono un grande problema: insegnanti che vengono spostati da scuola a scuola o da atollo a atollo senza una spiegazione, insegnanti capaci che, a causa del loro buon lavoro, vengono promossi e si ritrovano a insegnare sempre meno, supervisori (prima insegnanti) che diventano presidi, o anche insegnanti che avendo conseguito nuove qualifiche riescono a vincere il concorso per lavorare nel ministero dell’istruzione e si ritrovano dietro ad una scrivania ad organizzare corsi e seminari su come insegnare.
Morale della favola: gli insegnanti che valgono non insegnano e gli studenti devono accontentarsi di quello che rimane. E a noi formatori stranieri non rimane che fare del nostro meglio perchè gli studenti possano avere insegnanti un pò più capaci .... almeno, fino al prossimo cambio della guardia!

  Aba Pifferi
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