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Ora
che è iniziato il nuovo corso di formazione per insegnanti
elementari non è insolito che una normalissima lezione di inglese si
trasformi in una lezione di “cultura occidentale”. Il testo che
usiamo per migliorare l’uso della lingua straniera è scritto da
britannici e mira ad un pubblico giovane con facile accesso ai
trasporti e media. Gli insegnanti del mio corso vanno dai 20 ai 40
anni, abitano e lavorano in atolli diversi, su isole non più grandi
di un km quadrato, non sono mai stati all’estero (al massimo Colombo
in Sri Lanka) e se sono fortunati – si fa per dire - hanno una tv
via cavo che include numerosi canali indiani, un paio di canali news
24 ore su 24 (Aljazeera e Cnn!!) e un paio che mandano in onda film
americani non-stop.
La loro “esposizione” al mondo occidentale è molto limitata, per cui
fare lezioni su Johnny Depp e sulle attività del tempo libero (per
esempio Tai Chi o ciclismo) è tanto alieno quando dare loro lezioni
di sci. Ma testi che prendano in considerazione la vita e la cultura
dei non-occidentali non sembrano esistere, e l’alternativa è
ritornare al vecchio stile “la grammatica prima di tutto” con testi
prodotti in India e frasi che, seppure in un contesto culturale più
congeniale, usano un inglese vittoriano. Fortunatamente alle Maldive
l’idea è quella di abbandonare il morboso attaccamento alla
grammatica, visto che fino ad ora non ha aiutato nessuno ad imparare
una lingua straniera. E noi lo sappiamo bene!
La lezione di ieri trattava di date speciali: compleanni,
anniversari di matrimoni, giorno di laurea...e fino qui, nessun
problema; ma il libro testo include anche Natale, Pasqua, e San
Patrizio, patrono d’Irlanda.
“Cos’è un santo?” hanno chiesto gli insegnanti. Avrei preferito mi
avessero chiesto la differenza tra verbi transitivi e
intransitivi...almeno in quel caso avrei saputo rispondere con
autorevolezza. La mia risposta è stata molto superficiale, come
spesso lo è in questi casi (il mio compito è fare lezione d’inglese
NON di religione) e non mi sono preoccupata di correggere la loro
pronuncia del patrono irlandese quando li ho sentiti dire Stan
Patrizio (in inglese è abbreviato St.Patrick). Il giorno di San
Valentino perde il “san” nella versione anglosassone (Valentine's
day) ed è interessante vedere che, nonostante il consumismo sia
riuscito a fare diventare questa data importante anche qui, il modo
di pubblicizzare l’evento è più adatto a questa cultura. Sui poster
in città la scritta era “Compra rose per le persone che ami”...
immagino intendessero per tutte 4 le mogli!
I maldiviani sono molto più colti di noi quando di tratta di altre
fedi religiose o, per lo meno, della differenza tra ebrei, cristiani
e musulmani. Molti occidentali non sanno nemmeno che le tre
religioni pregano lo stesso Dio, ma in maniera diversa e con
variazioni sul tema storico: Gesù per esempio è un uno dei profeti
dell’Islam, ma è Maometto quello più importante. È come se due
persone tifassero per la Ferrari, ma preferissero piloti diversi,
... se permettete l’analogia.
Allo stesso tempo, ci sono zone pervase da una certa ingenuità che
rende possibile una “colonizzazione culturale-religiosa” (la
dicotomia è inscindibile). Su una nuova stazione radiofonica
chiamata Faraway ogni venerdì mattina mandano in onda un programma
registrato in cui un predicatore americano distribuisce pillole di
saggezza, come solo gli americani sanno fare... Un predicatore
cristiano di venerdì!! Il colmo dei colmi. Ma credo che sia dovuto a
un’ignoranza linguistica più che ad una ribellione culturale. Un
ottimo esempio per capire quanto sia importante conoscere bene una
lingua (e in questo caso l’inglese) se si vuole mantenere il
controllo delle proprie scelte. Il corso di formazione per
insegnanti, seppur un piccolo passo, va nella giusta direzione.
Detto questo,
mi rimangono solo 4 settimane per preparare la lezione basata sulla
canzone “Imagine” di John Lennon. Nel testo la frase: “Imagine no
religion”....
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