Italiano fr ru de UK
  e-mail home  
 
OSTAGGIO DELL'ISOLA (seconda parte)  

viaggio in dhoniCome ho già spiegato nella prima parte, muoversi da un’isola all’altra alle Maldive è un’impresa che richiede forza di carattere e molta filosofia. Di mezzo ci si mette il clima, il mare, i pochi posti su quei pochi trasporti disponibili, sbagli di prenotazione e altri influssi che ti lasciano a terra a chiederti “c’è qualcuno che mi può spiegare?”
Il tempo era bello, il mare liscio come l’olio. Fino qui “nessun problema”. Ma già il giorno prima uno scambio di persona aveva lasciato me e il mio collega giù dal traghetto che da Thulusdhoo avrebbe raggiunto Malè 3 ore dopo. Unica via d’uscita – a parte i pescherecci lenti e all’”eau de poisson” – l’idrovolante che portava i turisti all’isola di Cocopalm.
Alle 8 e mezza di domenica mattina una barca a motore di media dimensione (qui chiamata dhoni) aveva portato me ed altre 5 persone nell’isola turistica, situata a pochi km di distanza da Thulusdhoo, ma non ci era stato permesso l’attracco. I locali, me inclusa, sono considerati plebaglia ed è quindi proibito loro l’accesso al molo. Sul dhoni non c’era ombra, per cui siamo rimasti a cuocerci in mezzo al mare aspettando che arrivasse l’idrovolante. Anche le altre persone con noi avevano un posto assicurato mentre qualcuno altro era venuto a vedere nel caso ci fosse rimasto un posto libero. Abbiamo passato così due ore in attesa, facendoci cullare dall’acqua. L’idrovolante delle 9 è, infatti, arrivato alle 11. La donna e il figlio che erano sulla barca con noi, sono saliti, mentre tutti gli altri sono rimasti “a terra”, perchè sull’aereo non c’erano altri posti liberi. Siamo tornati a Thulusdhoo. Anche il peschereccio diretto a Malè che avevo visto al molo la mattina era partito mezz’ora prima del nostro ritorno. Filosofia e pazienza, la chiave per una vita serena alle Maldive.
Nelle gommine che compravo quando ero bambina trovavo sempre la scritta “riprova, sarai più fortunato”. Anche in questo caso mi è sembrato un ottimo consiglio. D’altra parte, prova a fare diversamente. Così abbiamo passato un altro pomeriggio a lavorare con gli insegnanti della scuola, che sembravano contenti di vederci ritornare ogni volta come fossimo dei boomerang. La sera, il preside era, però, tornato ad assicurarci che due posti – con i nostri nomi! – erano stati confermati sul volo delle 11 della mattina dopo. Ma chi ci credeva più!?
Altra mattina, altro dhoni. Questa volta tutto per noi; nessun altro passeggero che ci potesse portare via il posto. Di nuovo Cocopalm, ma sempre a distanza di sicurezza...nel caso contaminassimo i turisti, eh! Sempre lo stesso sole e la stessa temperatura – sui 35 gradi C – ma anche un simpatico venticello che aiutava un po’ a sopportare il caldo. Fortunatamente questa volta avevo l’ombrello a portata di mano, che ho usato per farmi ombra. Altre due ore di attesa: l’aereo che portava i turisti alle Maldive era in ritardo e di conseguenza anche l’idrovolante che da Malè li portava alle isole turistiche. Quando finalmente è arrivato e i turisti sono stati fatti elegantemente salire sulla barca di Cocopalm, siamo stati informati che...incredibile ma vero...c’erano due posti per noi. YES!!!
Due altre fermate prima di tornare a Malè, ci ha informato il pilota. Perfetto: era la mia prima esperienza su un idrovolante e mi facevano persino decollare e atterrare più volte. Cosa potevo chiedere di più dalla vita? Così mi sono vista Baa dall’alto, poi di nuovo dal basso, poi dall’alto, poi dal basso e finalmente di nuovo dall’alto ho visto anche l’atollo di Kaafu nord, quello dove si trova Malè. Atterrare sull’acqua non è molto diverso dall’atterrare su una pista di un aeroporto... io mi immaginavo che le onde ci avrebbero fatto sobbalzare di più.
Ad ogni atterraggio per portare o prendere turisti, il capitano ci ha detto che, se volevamo, potevamo uscire e stare sulla piattaforma a prendere un po’ d’aria.
No grazie. Non mi sono nemmeno slacciata la cintura di sicurezza: non volevo certo correre il rischio di essere di nuovo lasciata giù!

  Aba Pifferi
Gli altri racconti Racconti concessi gentilmente da sabatoseraonline.it