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Alle
Maldive, si sa, Natale e Pasqua non esistono, quindi aspettarsi un
regalo sotto l’albero o una sorpresa dentro l’uovo è una gran
perdita di tempo. Ma ciò non significa che non ci siano occasioni di
scambio regali. Al contrario, le occasioni ci sono eccome in quanto
i maldiviani sono persone molto generose che ti sorprendono con un
presente quando meno te lo aspetti. Come la mia vicina di casa, che
ogni tanto bussa alla mia porta per darmi qualche prelibatezza che
ha appena cucinato. Nei cinque anni in cui ho abitato a Imola non mi
è mai stato offerto nemmeno un “ciappetto per appendere i
panni”...ma nemmeno io ho mai dato nulla ai miei vicini, quindi
siamo pari. Le occasioni per fare un regalo sono compleanni, addii,
ringraziamenti e matrimoni, ma non ho partecipato a nessuna
celebrazione di nozze quindi non posso pronunciarmi su questi
ultimi. Lo stesso vale per le occasioni religiose. Cosa regalano i
maldiviani? Oggetti costosi o a buon mercato? Di gusto o kitch? Made
in Maldives o nel resto del mondo? Quando scelgono guardano
all’utilità o cercano solo di impressionare il ricevente? La
dimensione è importante?
La risposta a queste domande la si trova quando si mette piede
all’interno di una casa abitata da maldiviani. Basta guardarsi
intorno e vedere che è piena di cose regalate. Anche casa mia sta
diventando così: accumula, accumula, senza mai buttare via perchè
dietro ogni oggetto c’è una storia – e un pensiero...che è quello
che conta, giusto? Fino a ieri ero su un’isola chiamata Maamigili
con un gruppo di 12 insegnanti che facevano il tirocinio. Alla fine
delle due settimane hanno deciso di coronare l’esperienza con uno
scambio di regali: ognuno di noi avrebbe comprato qualcosa per
un’altra persona tirata a sorte. Dei 14 regali comprati 13 erano
molto simili: scatolette di plastica colorate, vasi piccoli porta
fiori, vasi medi porta fiori, vasi grandi porta fiori – tutti
rigorosamente con colori sgargianti - orologini di plastica a forma
di qualcosa (colorati!), orologi da mobile dorati stile anni ’70 con
lucina all’interno e una specie di giostra che si muove non stop,
soprammobili a forma di pesce o conchiglia multicolore e via
dicendo. L’unico regalo che stonava (rispetto agli altri) era un
buruga con spilla. L’avevo comprato io. Mancavano i fiori di
plastica o di pseudoseta, che vanno molto, servono ad accompagnare i
vasi...vedi sopra. Alla festa d’addio la scuola di Maamigili ha
fatto un regalo a ciascuno di noi: vasi grandi portafiori per le
formatrici, soprammobili di vetro colorato a forma di fiore per gli
insegnanti. Ora capisco perchè la Cina abbia un’economia in
crescita: si concentrano nel produrre quelle cose che la gente
vuole. Altro che roba utile e di qualità. Chi se ne frega! Sullo
scaffale di casa mia mi ritrovo quattro porta matite da scrivania,
due vasi per fiori, due orologi da mobile identici, tre
soprammobili a forma di pesce e conchiglia e, nel cassetto,
innumerevoli paia di orecchini e braccialettini vari. Il regalo che
mi è piaciuto di più del mio soggiorno a Maamigili è stato quello di
un’insegnante locale: una borsina piena di un frutto chiamato “jamrol”
e un cocomero sul quale aveva scritto un messaggio col pennarello.
Meno male che non mi ha dato un altro orologio....sullo scaffale non
c’è più posto!
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