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QUANDO GLI INSEGNANTI DIVENTANO STUDENTI  

insegnanti maldivianiPiù passo il tempo con insegnanti maldiviani più si consolida l’idea che gli abitanti di questo paese siano un popolo di adolescenti. Che sia il fatto che abitano con la mamma in eterno, anche dopo essersi sposati? Non sarebbero gli unici...
Che siano i limiti geografici di isole che, gira che ti rigira sei sempre lì...creando uno pseudo Grande Fratello? Le pressioni di una stretta comunità possono facilmente sterzare le scelte private e professionali che sono parte dell’ordinario “decollo” di un adulto. Che siano le influenze culturali a rallentare o ad impedire l’autonomia di pensiero e di sviluppo? Chissà. Forse un insieme di cose. Sta di fatto che i comportamenti mi ricordano molto quelli dei ragazzini di 15/16 anni ... ma non gli adolescenti di oggi – molto estroversi e senza tabù – più quelli delle generazioni di una volta: più timidi e sciocchini.
Durante le lezioni d’inglese per insegnanti elementari (una ventina di adulti dai 25 ai 35 anni) basta menzionare un paio di indumenti di biancheria intima per fare perdere la concentrazione degli studenti. La parola ‘reggiseno’ scatena risatine imbarazzate, mentre dire ‘mutande’ fa arrossire tutti i partecipanti e nessuno riesce più a guardarsi negli occhi. Dopo di che, non è possibile continuare la lezione senza che i partecipanti continuino a scoppiare a turno in risatine stupide.
A volte in classe vengono a fare una visita professionale i miei colleghi occidentali. Se è un maschio, ecco che la classe si trasforma in una sorta di “adorazione” per la bellezza di quest’uomo... manco fosse Gabriel Garko. Ad eccezione degli insegnanti di sesso maschile – che però guardano divertiti - le donne incominciano a fare moine e a fare a gara di “civetteria”, con domande che vanno dritte al dunque: sei sposato, hai la fidanzata,...
Ad alcuni avrebbero fatto meglio a chiedere “sei gay?” ma a loro questa possibilità non passa nemmeno per la testa. E quando gli ospiti affascinanti vanno via, le partecipanti rimangono a contemplare il nulla, perse nei loro sogni di quest’uomo bellissimo. A questo normalmente segue la classifica di tutti quelli che sono venuti ad osservare le lezioni d’inglese, con i diversi punti di vista che creano vere e proprie discussioni sul “chi” è il più affascinante. Lezione addio!
Gli insegnanti maschi non sono tanto meglio. Sono sì solo spettatori in alcune situazioni, ma ugualmente sciocchi in altre, commentando per esempio sulla compagnia maschile di una partecipante od un’altra mentre camminava per le strade di Malè, o facendo foto di sotterfugio ad un’insegnante single che si era fermata a chiacchierare con un altro giovane single. Foto che poi vengono mostrate agli altri insegnanti della classe per una risatina alle spalle della “fotomodella”.
E se tutto questo non fosse sufficiente, nei tre mesi di studio insieme, si alternano alle varie dimostrazioni sull’arte del flirt, le infatuazioni, i gossip, il cercare di combinare qualcosa che metta insieme i single della classe o, se non funziona, trovare loro qualcuno da fuori perché, si sa, una persona single non può sentirsi felice, completa, appagata.... No comment.
A questi comportamenti purtroppo si aggiunge la mancanza di serietà per lo studio – e stiamo parlando di corsi di formazione per insegnanti che con alcuni anni di esperienza professionale alle spalle. I miei “studenti” infatti studiano all’ultimo momento, copiano appena si presenta l’occasione, preferiscono mandare centinaia di sms invece che stare attenti in classe, chiacchierano di cavolate mentre l’insegnante spiega e, se vengono ammoniti, usano i bigliettini di carta, che passano sottobanco al destinatario. Ci manca solo che incomincino ad attaccare il chewing gum ai capelli di quello seduto davanti e che sporchino la camicetta della prof con l’inchiostro...

  Aba Pifferi
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