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FARE I CONTI CON LA TERRA PROMESSA  
isolaChe il nuovo presidente fosse alla ricerca di una terra promessa sono venuta a saperlo dai media oltreoceano e dalle numerose mail di amici in occidente contenti di vedere che, per la prima volta da quando sono qua, le Maldive hanno conquistato le prime pagine. Non è stato il risultato delle elezioni a fare notizia ma la dichiarazione di Mohammed Nasheed, in arte Anni, di voler assicurare al suo popolo un luogo legittimo su cui andare a vivere quando l’acqua arriverà loro alla gola (a causa dell’effetto serra, che tra l’altro le migliaia di impianti di aria condizionata dell’arcipelago non aiutano) e così non diventare ospiti sgraditi in terra altrui.
I media locali non hanno menzionato questa iniziativa (lo hanno fatto a distanza di qualche giorno). I maldiviani a cui la raccontavo mi guardavano un po’ stralunati, come se me la stessi inventando. In effetti, la maggior parte di loro è sempre stata convinta che ci fosse un accordo tra Maumoon (l’ex presidente) e il governo australiano che sanciva che, nel caso le Maldive affondassero, i maldiviani sarebbero stati accolti dal paese dei canguri. Ma la notizia non è mai stata confermata e probabilmente non si trattava che uno dei tanti giochini politici che la gente ama tanto. Forse anche questa ricerca di una terra promessa non è altro che propaganda politica ... il nuovo presidente ha passato abbastanza tempo in Inghilterra bazzicando all’interno del partito conservatore per imparare le tecniche di “public relations”. Speriamo che dai seguaci della Thatcher non abbia imparato altro.
In verità credo che assicurare un futuro ai maldiviani sia una delle priorità del governo e il fatto che questa nuova legislatura si sia tuffata subito nel considerare la nazione basandosi sul lungo termine, invece che sull’oggi – come è stato fatto fino ad ora – è una svolta più che benvenuta. Come l’introduzione di un sistema di tassazione più completo e equo (le uniche tasse al momento solo applicate sull’import e export e sul soggiorno dei turisti stranieri!) che mira a generare fondi da utilizzarsi per costruire “le nuove Maldive” o “Dhivehi raje” come le chiamano qui. Si parla di “un paese in viaggio”, e i maldiviani quasi si immaginano le varie isolette che remano verso chissà quale destinazione.
Anticipazione e preoccupazione, sono i due stati d’animo che provo all’alba di questa nuova democrazia. Speriamo di esserci lasciati alle spalle gli edifici troppo alti e troppo fitti di Malè, il processo di assunzione e promozione basato sul sostegno politico e non sul merito professionale, personale statale che scalda le sedie e si nutre di dvd chiedendo tre ore di straordinario per scrivere una lettera di due righe, uomini d’affari che si intascano profitti tax-free passando le tasse indirette ai cittadini e ai turisti, lo sfruttamento dei lavoratori stranieri, la sparizione misteriosa di finanziamenti esterni e, ultimo ma forse primo nella lista delle speranze, la libertà di opinione (per quella di religione bisognerà aspettare ancora un po’).
Allo stesso tempo mi preoccupa la scienza matematica delle Maldive. Perchè, qui la matematica è un’opinione! Per esempio, 8 a volte significa 5, come nell’ascensore del mio condominio. L’edificio ha solo 5 piani, ma...sei lì che aspetti al pian terreno e vedi che il display luminoso ti informa che l’ascensore va anche al sesto, settimo e ottavo piano. Oppure vai in un negozio per comprare qualcosa e vedi che l’ammontare totale è di 48 rufie. Dai una banconota da 50 al commesso ed ecco che tira fuori la calcolatrice per calcolare il resto. E quando cerchi di aiutarli con gli spiccioli, per evitare di farti dare una marea di monete di resto, allora vanno nel panico. Oppure chiedi una carta telefonica da 100 rufie e ti dicono che “mi dispiace tanto, ma le abbiamo finite” e vedi che hanno una pila di carte telefoniche da 50 vicino alla cassa. Ne chiedi due da 50 ed ecco che il commesso ti serve, contento di non aver dovuto risolvere lui (o lei) il tuo problema.
Allora mi chiedo.... per comprare questa terra promessa... saranno capaci di fare i conti?
  Aba Pifferi
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