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LEZIONI DI INGLESE ALL'IMAM  

AltareGli ultimi tre mesi li ho passati in gran parte insegnando inglese ad un collega maldiviano. La sua materia di specializzazione è il Corano, che sa recitare dalla prima all’ultima pagina a memoria; durante la settimana si preoccupa di migliorare l’insegnamento del Corano nelle scuole dell’arcipelago mentre il venerdì fa l’imam in una delle moschee di Malè. È una persona incredibilmente gentile e simpatica oltre che ad avere diversi talenti, tra cui la capacità di finire il cubo di Rubik in tre minuti e di dirti, al solo sguardo, se dentro ad una papaya ancora chiusa ci sono semi o no...e quanti. 
Non è una sorpresa che le lezioni di inglese spesso vadano da argomenti frivoli, come il tempo libero e lo sport, a qualcosa di più complicato: usanze, cultura e, inevitabilmente, religione. Molte sono le domande che mi pone e non sempre ho le risposte. Io, al contrario di lui, non conosco approfonditamente la religione del mio paese. Allo stesso tempo, colgo l’occasione per fargli anche io diverse domande e così imparare cose sull’Islam che, altrimenti, non sarei venuta a conoscere. Il tutto, s’intende, con lo scopo di migliorare il suo inglese.
Il mio problema principale, mi dice, è Gesù. Considerarlo il figlio di Dio, la reincarnazione di Dio e venerarlo come fosse Dio è il peggior peccato che si possa mai commettere, l’unico che Dio nel giorno del giudizio, non perdonerà di sicuro. Se così è allora c’è davvero da preoccuparsi considerando che, oltre a Gesù, dalle nostre parti si venerano numerosi santi e madonne. In Islam si prega Dio (che loro chiamano Allah, ma è la stessa persona), punto. Non ci sono figli, mogli, madri, agenti mediatori o altre distrazioni. Gesù, come Maometto e altri, sono solo profeti.

Devo ammettere che i suoi discorsi hanno una certa logica e che, in un universo parallelo, potrei anche decidere di convertirmi. Ma al momento è come se cercasse di convincermi che l’oroscopo cinese è meglio di quello occidentale fatto di pianeti e segni zodiacali.
Nonostante ciò queste lezioni di inglese mi hanno insegnato che ci sono diverse cose interessanti nelle regole di vita dell’Islam, regole che si possono trovare nel Corano e nel Hadith. Questi due testi sacri, infatti, sono dei veri e propri manuali d’istruzioni di comportamento, fonti essenziali della religione musulmana. Le istruzioni sono tante e coprono praticamente ogni aspetto della vita di ogni giorno,da quando e come pregare a cosa mangiare e bere, a cosa è lecito o no fare in camera da letto. Nemmeno il mio collega se le ricorda tutte. Queste sono quelle che ricordo io in seguito alle nostre conversazioni d’inglese (ogni informazione scorretta è da attribuirsi ad una possibile incomprensione linguistica e non è assolutamente voluta. L’autrice si scusa per qualsiasi imprecisazione):

- Petare in pubblico non è permesso (al contrario di molti turisti che apparentemente non si fanno scrupoli ad emanare i gas dello stomaco sulle spiagge o al bar delle isole turistiche con vistosi effetti sonori). Se il bisogno arriva è necessario allontanarsi velocemente dalle persone vicine e se non è possibile muoversi allora bisogna trattenersi e aspettare il momento opportuno. Non sembrano esserci istruzioni sui rutti o sul mettersi le dita nel naso, però.
- Chi starnutisce deve dire “grazie Dio” mentre gli altri rispondono “che Dio ti benedica”.
- Il sesso per il gusto di farlo è più che lecito, basta che sia sancito dal vincolo del matrimonio. Come si ha bisogno di cibo, dicono i testi sacri, si ha bisogno di sesso, e non solo per fare figli.
- Se sorge il dilemma di chi salvare tra una madre e il figlio nel grembo l’Islam dà la precedenza alla madre.
- Almeno ogni 40 giorni bisogna depilarsi sotto le ascelle e il pube, uomini e donne senza distinzione.

Il mio collega ha aggiunto che i peli delle ascelle lui se li strappa con le mani. Non fa mica male, dice ...

  Aba Pifferi
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