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| L'ANIMA NERA DELLE MALDIVE | ![]() |
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L’ultima puntata del diario di Aba.
L’isolamento è una brutta cosa. Fino a pochi anni fa anni fa
nessuno sapeva che le Maldive esistessero...poi è arrivato il
turismo e tutt’ad un tratto l’arcipelago ha acquistato una fama
internazionale.
L’isolamento è una condizione implicita alle Maldive. Decine o centinaia di chilometri separano un’isola dall’altra e spesso nessuno sa quello che veramente accade in un posto o in altro. Mezzi di trasporto e comunicazione sono una cosa abbastanza recente – post-tsunami – e, nonostante ci siano ancora isole “dimenticate”, diventa sempre più difficile poter fare i propri comodi senza che qualcuno lo venga a sapere a Malè. Ma purtroppo succede ancora. Capita infatti che in alcune isole si manifestino casi di svenimenti e/o attacchi pseudo-epilettici di massa che vengono attribuiti agli spiriti che abitano lì. I maldiviani credono profondamente negli spiriti e ne hanno paura. Per loro gli spiriti sono entità malefiche di cui stare in guardia, spesso quando fa buio. Apparentemente la notte è il momento in cui tendono ad attaccare la gente...si nascondo dietro gli alberi e inevitabilmente colpiscono i passanti. Lo spirito dell’isola viene chiamato Jinny ed è il capro espiatorio di questi attacchi di massa: bambini/e e ragazzi/e che perdono conoscenza o che hanno attacchi come quelli che ha un epilettico. In alcune isole i casi sono stati così numerosi che hanno pensato di chiudere la scuola per fermare il “contagio”. Spesso una persona sull’isola dichiara di essere in contatto con lo spirito e di poter risolvere la situazione. Dopo una specie di seduta spiritica costui informa la comunità che il Jinny gli ha detto che la risposta è dentro una bottiglia o su un albero...e tutti si mettono a cercare la bottiglia o l’albero. Sembra una cosa da ridere, eppure....vi assicuro non lo è. La stampa è complice nel mantenere queste credenze e aumenta la drammaticità dei racconti perchè questo, si sa, fa vendere più giornali. Ma anche perchè qui la stampa ha le mani legate e non potrebbe mai raccontare la verità. Ne ho parlato con un amico e vicino di casa che lavora per il dipartimento di sanità scolastica che, con un gruppo di colleghi, qualche mese fa fatto visita ad una di queste isole con l’obiettivo di risolvere la situazione e riaprire la scuola. Gli studenti sono tornati in classe, sì, ma la situazione è tutt’altro che risolta. Per quello ci vuole tempo...e la cooperazione di tutti. Il colpevole non è nè il Jinny nè una malattia contagiosa. Il problema, dice il mio vicino, è molto più serio delle storie di spiriti che vengono scritte sui giornali ma è un argomento tabù, censurato dai giornali e dalle labbra della gente. Un problema che non può essere narrato nemmeno in questo diario perchè privo di prove concrete se non le parole di una sola persona locale che ha scelto di confidarsi con me. Lascio a voi fare congetture e - chissà - a capire, come me, che dietro un’apparente storiella di spiriti su cui ci ridevo sopra, si celano cose gravissime. Cose gravissime di cui nessuno viene mai a sapere perchè chi può fino ad ora ha messo un veto e ha costretto la stampa ed istituzioni ad una rappresentazione cammuffata della realtà. D’altra parte, sono tante le realtà delle Maldive che non non ho potuto raccontare in questo diario. Me lo hanno impedito diversi fattori, come l’impossibilità di indagare a fondo e di conseguenza la mancanza di prove concrete. Ma anche con ciò, la censura del governo-regime in carica fino a poche settimane fa era una ragione più che sufficiente per volere a tutti i costi evitare di causare problemi alle fonti, alle parti in causa e, onestamente, anche alla sottoscritta. Non so se col nuovo governo le cose cambieranno. Speriamo. Forse le verità dietro il jinni verranno alla luce e qualcuno si deciderà finalmente di fare qualcosa in proposito e non solo a metterci un velo sopra...come sono bravi a fare qui.
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| Aba Pifferi | ||
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Maldive, il sogno infinito
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