Kudahiti – 2004, 31 gennaio 14 febbraio
Sono passati ormai tre anni da quella fine di gennaio in
cui trascorsi la mia prima vacanza alle Maldive. La meta
scelta fu la piccola isola di Kudahiti, una perla tra le
onde di un mare cristallino. Ricordo che attesi a lungo quel
viaggio proprio per godere della stagione migliore, quella
più asciutta, e fu così che organizzai la luna di miele.
Tutto fu perfetto. La partenza in pieno inverno con le
valigie colme di ciabattine, parei e costumi, il viaggio
lungo e un po’ faticoso per chi non è abituato alle lunghe
tratte e finalmente l’arrivo, in motoscafo, in paradiso.
Ricordo tutto con precisione. Il vento e la luce accecante,
la discesa sul pontile in legno per incontrare la direttrice
dell’isola ed il benvenuto con le salviettine fresche e
profumate di limone. Un cocktail a base di frutta e poi il
bungalow, uno dei setti presenti su un isola veramente
esclusiva. Mi sentivo bene, respiravo a fondo quell’aria
speciale, scrutavo a lungo il mare in tutte le sue
sfumature, dal bianco della sabbia al blu intenso
dell’oceano. Fu una vacanza magica, raddoppiata nella sua
durata proprio a causa della meravigliosa sensazione che
dava il solo fatto di poter stare lì. Difficile esprimere
cosa ho provato, cosa mi hanno dato le Maldive con la loro
piccola Kudahiti. So solo che la traccia che mi è rimasta
nell’anima è profonda e duratura al punto che stamattina mi
sono svegliata pensando a Kudahiti, provando quel senso di
pieno e maestoso che solo quella natura può trasmettere.
Poco importa se quel mio matrimonio non esiste più.
Ininfluente il fatto che non ci sono più tornata. Una parte
di me sa che tutto quel mondo è stato mio e lo sarà
nuovamente.
Eleonora Burlando